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Tesseramento:
2010

Unione Sportiva Acli

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ACCORCIAMO LE DISTANZE


Sport e famiglia: un passo insieme contro la povertà e l’esclusione sociale

US Acli è convinta che lo sport, attraverso l’universalità del suo linguaggio, sia uno straordinario strumento per creare opportunità di incontro e dialogo rafforzando legami che, a partire da quello familiare, oggi faticano a ritrovarsi protagonisti della crescita individuale di bambini e adolescenti soprattutto in situazioni di particolare disagio sociale. La fragilità sociale sta infatti sempre più assumendo il volto della famiglia, a partire dal disagio e dal rischio di esclusione che possono colpire anche uno solo dei suoi componenti. Per questo pensiamo che la famiglia vada sostenuta con una particolare attenzione alle singole persone e alla sua soggettività unitaria, contrastando i fenomeni di povertà materiale, culturale e relazionale che nascono e si sviluppano al suo interno. 
La crisi economica,  che ha ulteriormente accresciuto e messo in luce le debolezze e le difficoltà,  manifesta in modo chiaro l’esigenza di incrementare l’offerta e l’opportunità di socialità, di cura della relazioni, di promozione  e tutela della salute, di elaborazione di proposte che tengano salde le istanze etiche e, allo stesso tempo, vadano ancora più incontro ai bisogni reali delle persone, con un’attenzione particolare ai più deboli che per l’US Acli, oggi, sono quelli che pagano più caro il prezzo della crisi e della recessione: le famiglie, i giovani, i bambini.
La famiglia quale “laboratorio sociale” e luogo delle relazioni primarie ha trovato in questi anni, nella rete dei circoli Acli/us Acli radicati su tutto il territorio nazionale, attraverso la creazione di “Punti famiglia” luoghi fisici dove scommettere sul protagonismo familiare, fornendo forme di sostegno concrete ai bisogni delle famiglie. L’ US Acli vuole, utilizzando lo sport come veicolo per avvicinare tra loro le persone, proporre sul territorio attività e servizi volte a sostenere le famiglie con spazi, occasioni e strumenti che facilitino l’incontro e il confronto intergenerazionale, l’accesso all’attività ludico-motoria e sportiva nel rispetto delle specifiche esigenze e peculiarità;

OBIETTIVI


1.rafforzare la famiglia quale luogo privilegiato per la crescita di bambini e adolescenti oggi in forte difficoltà offrendo occasioni di incontro intergenerazionale e attività ludico-motorie a loro rivolte;
2. rafforzare l’autonomia, l’autostima e l’identità personale di bambini e adolescenti attraverso un corretto e adeguato percorso di valorizzazione dell’immagine corporea; tale percorso sarà strutturato considerando i beneficiari del progetto in relazione con tutto il loro contesto familiare e relazionale, in modo tale da garantire continuità all’intervento pedagogico;
3. formare ed educare a lavorare in gruppo in maniera attiva e propositiva attraverso attività che vedano i bambini, adolescenti, giovani e adulti impegnati in attività di progettazione e collaborazione per il raggiungimento di una meta collettiva, attraverso attività ludico-motorie e momenti ricreativi che promuovono la vita di relazione aperta.
4. contribuire a mantenere una condizione si salute  intesa come promozione del benessere tenendo conto delle differenti condizioni di ciascuno; tale percorso si sviluppa valorizzando la prevenzione primaria e secondaria, attraverso la promozione di corretti stili di vita, alla conoscenza dei rapporti tra salute, sicurezza, ambiente di vita e di relazione
5. sostenere lo sviluppo di nuove esperienze di educazione motoria e ricreativa in collaborazione con le scuole organizzando momenti ricreativi, sportivi ed educativi che impegnino i bambini e gli adolescenti nel periodo post-scuola (pausa pranzo, pomeriggio e/o mesi estivi) che siano di supporto alla conciliazione del tempo lavorativo con quello familiare.
6. supportare il lavoro e l’impegno delle famiglie impegnate in percorsi di accoglienza temporanea e adozione. Attraverso la collaborazione con l’Ai.Bi. e le Amministrazioni locali le attività di dopo scuola valorizzeranno un percorso di educazione motoria e psicomotoria finalizzata alla relazione ed integrazione con i bambini che vivono questi tipo di esperienza familiare. Le attività psicomotorie proposte privilegeranno momenti in cui il bambino entrerà in relazione con altri coetanei aiutato dalla spontaneità propria dell’attività motoria oltre che con  i  propri genitori considerato che il rapporto  del  bambino è spesso corporeo  ed è con il corpo che egli esprime  sentimenti,  sensazioni, stati d'animo, ecc.; sperimentare situazioni  di  gioco ed azione psicomotoria fra genitori e figli può essere un modo per assicurare la promozione delle capacità personali e migliorare un rapporto divertendosi insieme.


FASI DI ATTUAZIONE


1. Mappatura US Acli, peer review e progettazione esecutiva
2. Promozione e organizzazione delle attività locali
3. Sperimentazione;
4. Monitoraggio e valutazione
5. Diffusione risultati

TERRITORI COINVOLTI


7/8 comitati provinciali di almeno 7 regioni diverse
Le metodologie di intervento previste
1 – Peer review e progettazione esecutiva.
Il progetto prevede una fase di monitoraggio e di mappatura delle esperienze attive nell’US Acli,  un evento di avvio (peer review) a cui parteciperanno gli attori coinvolti nella successiva sperimentazione, finalizzato alla condivisione e valutazione congiunta dalle buone pratiche già esistenti nella rete US ACLI rispetto ai temi della famiglia e all’attività rivolta a bambini e adolescenti. Le migliori pratiche costituiranno i principali riferimenti per la progettazione di dettaglio, che sarà, quindi, sviluppata utilizzando un approccio partecipativo.
2 – Promozione e organizzazione delle attività locali
La fase prevede l’organizzazione e la strutturazione delle attività su cui i singoli territori punteranno per il raggiungimento degli obiettivi, in stretta collaborazione con i “Punti famiglia” esistenti sul territorio nelle sedi acli/us acli. Questi momenti di incontro saranno finalizzati ad ascoltare le esigenze raccolte dai “punti famiglia” e trasformarle in azioni concrete e proposte ludico/motorie. 
Nell’ambito di questa fase, inoltre, è prevista la programmazione e l’individuazione di momenti formativi/informativi e di percorsi territoriali che consentiranno di acquisire una maggiore conoscenza dei temi emergenti del progetto.
3 - Sperimentazione
E’ la fase di attuazione sul territorio delle soluzioni individuate e delle attività proposte.
La sperimentazione prevederà:
- l’organizzazione di attività di dopo Scuola e/o Centri estivi: attività ricreative, sportive pomeridiani e/o estive anche residenziali, in grado di soddisfare l’esigenza delle famiglie di trovare aiuto e sostegno nel difficile compito di conciliazione dei tempi di lavoro e di cura familiare. L’organizzazione e la progettazione di tali servizi nasce dalla necessità di rispondere alla domanda delle famiglie di trovare un luogo a misura di bambino, accogliente e rassicurante, dove i propri figli possano vivere esperienze educative, ricreative, ludiche, sportive e socializzanti, in un clima di convivenza e di condivisione, nel rispetto delle individualità e dei bisogni di ciascuno.
Le attività si distinguono dalle attività scolastiche per l’assenza di programmi rigidamente prestabiliti e per il carattere prevalentemente distensivo e ricreativo. Esse sono scelte secondo il criterio della semplicità, dell’interesse dei bambini in questa fascia di età, della facilità di realizzazione, del divertimento nell’esecuzione e sviluppo, lasciando anche ai bambini la facoltà di interrompere e modificare l’attività, nel rispetto di alcune regole base definitive in precedenza.
- momenti di socialità che vedranno coinvolti le comunità (scuola, famiglia, privato sociale)  attraverso attività di conoscenza del territorio e promozione di stili di vita corretti dove la possibilità di vivere il territorio nella pienezza delle proprie risorse naturali sia occasione di socialità: manifestazione di orienteering, educazione alimentare con prodotti locali, recupero di materiale da riciclo per giochi sportivi e/o manipolativi, percorsi sicuri casa/scuola/palestra, educazione stradale a piedi e in bici, ecc  - dove le proposte di giochi e attività sportive e ricreative verranno proposte ed integrate dalle agenzie presenti sul territorio e coinvolgeranno a pieno tutti i partecipanti.
La partecipazione delle famiglie, la vicinanza tra “sportivo” e “svago”, tra impegno in tutte le sue dimensioni ed evasione, rappresenta non soltanto una strada per una generica educazione allo sport, ma un modello vero e proprio.
- azioni e attività rivolte al sostegno delle figure genitoriali con particolare attenzione alla  genitorialità sociale quando si configura come disponibilità all’accoglienza temporanea e all’adozione. Attraverso la collaborazione con i PUNTO FAMIGLIA e la convenzione con l’Ai.Bi. e le Amministrazioni locali verranno strutturati momenti di incontro e conoscenza attraverso attività ludico/motorie di dopo scuola che valorizzeranno percorsi dove, i bambini che vivono questi tipo di esperienza familiare, verranno inseriti in attività sportive già strutturate che favoriranno lo scambio di conoscenze ed esperienze e dove avranno occasione di incontrare e lavorare con coetanei provenienti da esperienze e culture diverse. 
- la realizzazione di attività collaterali programmate sulla base dei bisogni specifici emersi nelle fasi precedenti e alle collaborazioni territoriali interne e esterne al sistema Acli che, proprio a partire dall’analisi dei bisogni, saranno individuate localmente.
- concorso fotografico. Proseguendo nell’iniziativa che Us Acli ha avviato a partire dal progetto “Cittadini attraverso lo sport” (direttiva 383/2009) attraverso la restituzioni di immagini che raccontano il progetto attraverso un filo rosso che lega tutto l’operare di Us Acli: “Quando lo sport è sociale”
4  – Monitoraggio e valutazione.
Il progetto sarà oggetto di un monitoraggio costante rispetto ad un set di indicatori, individuati sulla base dei risultati attesi dal progetto
5 – Diffusione risultati
I risultati dell’iniziativa saranno divulgati all’interno di una sessione pubblica con la pubblicazione di un testo che racconterà le esperienze locale e gli obiettivi raggiunti attraverso testi e immagini.
Sarà infine organizzato uno momento  pubblico per l’esposizione dei lavori del concorso fotografico.

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